La medicina non è democratica?

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Scrollando con fare annoiato la home di Facebook, qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi in un’immagine postata dalla pagina “Il Polemista Misterioso“. Nella foto una dottoressa regge in mano un foglio sul quale, a caratteri cubitali, è stampata la seguente frase: “Si prega di non confondere la vostra ricerca su Google con la mia laurea in medicina“. “Parole sante!” ho esclamato fra me e me con l’aria di chi la sa lunga; “Coglione! Ma parli proprio tu, che sei un ipocondriaco della peggior specie ed hai passato un’estate intera a scrivere i tuoi sintomi su ogni motore di ricerca possibile ed immaginabile, nell’assurda convinzione di essere condannato ad una morte lenta e dolorosa?” ha invece esclamato il mio – per dirla alla Freud – super io, facendomi tornare con mestizia la coda fra le gambe.

E’ proprio questa fotografia, unita ad un’esperienza da malato immaginario non indifferente, che mi ha spinto a scrivere un pensiero riguardo una delle mode del momento: credere che internet possa sostituirsi ad una laurea in medicina. Perché è ovvio: leggere per qualche minuto quattro nozioni di medicina su Wikipedia ci rende certamente più informati di una persona che (povera stupida!) ha perso due diottrie per occhio a forza di studiare volumi e volumi di inutili bazzecole scientifiche. Sembra assurdo, ma in molti davvero la pensano così. Quanti danni può provocare un tale modo di approcciarsi alla medicina? E’ presto detto:

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Questo è come, in data 16 Marzo 2017, Repubblica ha titolato uno dei suoi articoli online. La cosa ha dello sconvolgente, soprattutto se si considera che nel 2016 i casi di morbillo registrati in Italia erano soltanto 844, a fronte dei 1010 invece già riscontrati ad inizio 2017 (l’articolo di Repubblica parla di 700 casi, ma nel frattempo il numero è ulteriormente salito). Quale sarà, dunque, il motivo di questa incredibile impennata? Kim Jong-Un, direttamente da Pyongyang, ha finalmente deciso di passare ai fatti scagliando sull’Italia un’arma batteriologica? Il New World Order ha dato il via al terribile Piano Kalergi, autorizzando orde di africani malaticci ad invadere il Bel Paese così da sterminarci tutti? La menzognera Big Pharma ha convinto il Governo attraverso la sua oscura attività lobbistica a contaminare le acque che beviamo, così da obbligarci a comprare i suoi medicinali? Nossignore, la soluzione è molto più semplice e concreta: come riporta l’articolo di Repubblica, il morbillo è tornato più forte che mai a causa di genitori che rifiutano la vaccinazione dei propri amati pargoletti.

In Italia il Piano di eliminazione del morbillo ha avuto inizio nel 2005, con l’intenzione di raggiungere una copertura del 95% dei bambini di età inferiore ai 2 anni, percentuale necessaria a ritenere il virus arrestato. Nel 2015 il vaccino per il morbillo, per altro gratuito, copriva però soltanto l’85,3% dei bambini italiani, con picchi negativi (come ad esempio nel caso della civilissima e tedeschissima Bolzano) del 68%. Una cifra spaventosamente inquietante, specie se si considera che il morbillo, malattia ad alto tasso di contagio, è responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite.

A questo punto però la domanda sorge spontanea: per quale diamine di motivo i genitori non vaccinano i propri figli? Cosa spinge una coppia di trentacinquenni a far diventare il proprio figliuolo vulnerabile a certe malattie, rendendolo inoltre una minaccia per tutti gli altri bambini? Esistono circa un miliardo di motivazioni, tutte una più cretina e spiazzante dell’altra; mi limiterò ad elencare i due motivi che, al momento, vanno per la maggiore:

  • I vaccini fanno venire l’autismo (!!!). Ebbene sì, c’è gente che crede davvero a queste baggianate, nonostante anni ed anni di ricerche abbiano smentito categoricamente l’esistenza di un nesso che colleghi vaccino ad autismo. “Ma ki kazzo se ne frega di kuello ke dicono sti cuattro scenziati da strapazzo pakati dalla massoneria! Il fratello della nonna del prozio del meccanico di mio cuggino ha vaccinato suo figlio, e due giorni dopo è diventato autista!!11!!!1!!“. Questa è una delle classiche risposte che si ricevono quando, armati di pazienza, si prova a spiegare al complottista di turno la realtà delle cose, cercando di scollarlo da quella visione distopica che ha del mondo. Non sto scherzando, io stesso ho ricevuto questo messaggio:25a5dw2

    Ma da dove nasce questa pericolosissima leggenda metropolitana? Tutto ha inizio nel lontano 1998, quando un medico di nome Andrew Wakefield pubblicò su una rivista scientifica uno studio che ipotizzava una presunta correlazione fra autismo e vaccino trivalente (morbillo, rosolia e parotite). Era in realtà da tempo che il caro Wakefield aveva preso di mira questa tipologia di vaccino, poiché nel 1993 aveva già tentato di accostarlo ad un’altra malattia, il morbo di Crohn. Incredibile come nel corso di cinque anni Wakefield sia stato in grado di passare da “il vaccino fa venire la cacarella cronica” a “il vaccino rende autistici”… That’s impressive! Ad ogni modo: la ricerca di Wakefield era piuttosto semplice e si limitava a prendere in esame il modestissimo numero di 12 bambini affetti da autismo, constatando come in ben 8 di essi la patologia fosse insorta a poche settimane dalla vaccinazione (che è un po’ come dire “Mi sono accorto che l’ultima volta che ho letto un libro, poi ho sbattuto l’alluce contro la gamba del letto: la lettura fa male“). Nonostante il “dottore” stesso ammise di non essere riuscito a trovare un nesso di causa-effetto fra vaccino ed autismo, la notizia finì per prendere il sopravvento, facendo breccia nel cuore di migliaia di ebeti pronti ad abboccare come pesci al primo amo gettato in acqua. Più tardi si scoprì, inoltre, che Wakefield era stato pagato per alterare i risultati della sua ricerca al fine di supportare una serie di cause giudiziarie intentate da un avvocato contro le case farmaceutiche produttrici dei vaccini e che Wakefield stesso aveva inoltre brevettato un sistema di vaccini fatti ad hoc per sostituire il già esistente vaccino trivalente.
    Ma che importa? I vaccini ti rendono autistico! Non ricordi cosa è accaduto al fratello della nonna del prozio del meccanico di mio cuggino? Non può essere un caso!

  • E’ più probabile morire a causa del vaccino che a causa della malattia per la quale si viene vaccinati. Ecco qua la seconda, acutissima, motivazione che spinge i genitori a non far vaccinare i propri figli. Bene, questa è una stronzata gargantuesca. Come riportato infatti all’interno di un interessantissimo articolo del The Post Internazionale, si stima che le possibilità di avere gravi effetti collaterali a causa del vaccino per il morbillo è di circa un caso ogni 2.000.000 (due milioni!) di persone; di controparte, come già ricordato in precedenza, le possibilità di morire per un banalissimo morbillo sono ben più elevate (dalle 30 alle 100 morti ogni 100.000 persone colpite).17498573_2278571579034679_473147991576149602_n
    Fresca di giornata, manco a farlo apposta, è l’atroce notizia riportata dal Messaggero riguardante la morte (a causa del morbillo) di un bambino di un anno e mezzo di età. Tutto ciò, vorrei ricordarlo, nel 2017: 83 anni fa Enrico Fermi scopriva la fissione nucleare, 48 anni fa l’uomo stava sbarcando sulla luna, oggi a Berlino si muore di morbillo. Notate qualcosa di strano?

Avvenimenti come quello di oggi mi ricollegano al titolo di questo articolo: la medicina, in quanto scienza, può essere democratica? A mio parere, dipende. Mi spiego: se una persona malata di cancro decidesse (come a volte purtroppo accade) di curarsi con infusi di valeriana e fiori di Bach, lo Stato dovrebbe costringerla in maniera coercitiva a fare la chemioterapia? Secondo me, no. Un uomo adulto e (forse) vaccinato deve avere la possibilità di poter scegliere ciò che crede sia meglio per se stesso, prendendosene ovviamente la responsabilità. Qualora qualcuno decidesse di non curarsi attraverso i metodi classici riconosciuti dalla medicina, può e deve poterlo fare; se poi però questi finirà per perire fra atroci sofferenze, contorcendosi sul proprio letto di morte come Emily Rose mentre è posseduta dal diavolo, affari suoi.

Il discorso si fa più complesso quando invece le proprie convinzioni si fanno pericolose per le persone che ci circondano: è in questi casi che la medicina si fa totalitaria e perde le sue vesti democratiche. Mi spiego: se io fossi convinto che per curare il cancro bastasse bere l’urina e cominciassi a diffondere quest’idea su Facebook, il mio pensiero diventerebbe pericoloso non solo per me stesso, ma anche per tutti i creduloni che potrebbero iniziare a condividere la mia assurda convinzione. In questo caso bisognerebbe assolutamente intervenire perché, in un mondo civile e all’avanguardia come il nostro, non ci si può permettere il lusso di far circolare notizie così false e nocive. Ma non finisce qui, prendiamo in esame un ulteriore caso; il sottoscritto è un genitore antivaccinista e, in quanto tale, decide di non far vaccinare il proprio bambino, esponendo sia lui che tutte le persone che sono con lui in contatto (specie gli immunodepressi) a rischi maggiori di contagio. Cosa si fa? La risposta è semplice: si obbliga il genitore a vaccinare il bambino. E ‘sti grandissimi cazzi della democrazia.

Per concludere, vorrei citare un altro interessante articolo del The Post Internazionale, all’interno del quale è riportata un’intervista fatta ad alcuni genitori antivaccinisti. Mi limiterò a copiare ed incollare il loro discorso, così da evitare di snaturarlo e, magari, renderlo più intelligente.

“È vero che i vaccini sono importanti, ma non sono così fondamentali visto che si tratta di malattie debellate. I vaccini hanno salvato miliardi di persone, nessuno lo mette in dubbio.

Preferisco però prendermi il rischio che mia figlia si prenda la poliomielite o la difterite, che sono scomparse, piuttosto che rischiare di essere in quella piccola percentuale che muore per vaccino” – Stefano, padre antivaccinista.

A voi trarre le dovute conclusioni.

1 commento su “La medicina non è democratica?”

  1. Secondo me c’è un aspetto che non viene considerato. Ovviamente (purtroppo non per molti) è molto più probabile morire di morbillo che non di vaccino; ovviamente esistono anche altri effetti collaterali fastidiosi, che vanno dalla febbre di due giorni nel caso del vaccino e a quella di una settimana nel caso del morbillo a danni permanenti che possono essere creati dal vaccino o dal morbillo, ma per semplificare senza inficiare la sostanza del ragionamento, consideriamo due possibilità: vivere o morire. Ora, la probabilità di morire per il vaccino esiste, per quanto piccola. Ad esempio, errore nell’impacchettamento del prodotto, ago infetto, medico distratto che invece del vaccino ti inietta una dose da elefante di morfina, medico omicida che per puro spregio ti inietta una sostanza velenosa, effetti collaterali mai visti prima: anche bere un bicchier d’acqua al bar è pericoloso, è capitato che per sbaglio abbiano servito al cliente soda caustica e quello è morto sul colpo. Supponiamo che sia una su un miliardo, giusto per fissare un numero.
    Per quanto riguarda il morbillo, la probabilità di morire per un malato di morbillo è diciamo di una su mille, quindi la probabilità di morire di morbillo è data dalla probabilità di contrarre il morbillo per quella di morire una volta che si ha il morbillo. Ora, un genitore saggio, ora come ora, vaccina il figlio. Mano a mano che si continuerà a vaccinare, il morbillo sarà meno diffuso, fino a che la probabilità di contrarre il morbillo scenderà sotto il milione. A questo punto, la probabilità di morire di morbillo, che sarà meno uno su un milione per uno su mille, ossia meno di una su un miliardo, diventerà inferiore alla probabilità di morire per il vaccino, e un genitore calcolerà che è più saggio non vaccinare. Però, a questo punto, se tutti ragionano così e il morbillo non è stato del tutto debellato, esso ricomincerà a diffondersi, fino a che ridiventerà più saggio vaccinare il figlio, e così via. In pratica, se ognuno segue l’immediato interesse, anche senza dare retta a fuffe complottiste, smetterà di vaccinare prima che il morbillo sia stato eradicato, la diffusione del morbillo avrà un andamento oscillante e si dovrà continuare a vaccinare, a intermittenza, per l’eternità, a cui seguiranno le vittime da vaccino, oltre che le spese per vaccinare tutti.
    Per cui, non è solo questione di spiegare ai genitori che adesso conviene vaccinare i figli; il vaccino dovrebbe essere obbligatorio, perché non solo vorrei che mio figlio non si ammalasse, ma vorrei che la malattia fosse debellata, in modo che mio nipote o il mio bisnipote non solo non si ammalino di morbillo, ma neanche abbiano bisogno di vaccinarsi, con i relativi rischi e spese (e i soldi ora necessarî per vaccinare potranno essere spesi per altro).
    In conclusione, il ragionamento del padre riportato, se non è corretto adesso, potrebbe esserlo tra non molto, dal suo punto di vista. Dal punto di vista del genere umano, che a differenza delle bestie non pensa solo all’immediato, ma si prefigge obiettivi che verranno realizzati dalle generazioni future, il ragionamento corretto sarebbe costringere tutti a vaccinarsi con la forza fino a che non si è sicuri che la malattia sia debellata.

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